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giovedì 9 settembre 2010
Morire per delle idee.
Mourir Pour des Ide�es
Caricato da Ben-Yehuda. - Scopri altri video musicali
Mai come in questi giorni trovo opportuno ricordare questa canzone, scritta da Brassens nel '72 e tradotta magnificamente da De André nel '74. Con la triste constatazione che ancora troppo spesso si muore - prima del tempo, ingiustamente, con violenza - per delle idee, originariamente altrui. Non solo quando si sceglie di immolarsi per una causa collettiva che viene, ironicamente, scelta come motivo di vita. Ma anche quando il sistema collettivo di credenze, assunto dai più, imposto o esercitato per delega da alcuni, ritenga giusto sacrificare la vita di un individuo - il caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani è solo il più recente - che a tale sistema non si adegui. Una realtà amara, già brillantemente illustrata da Brassens nel suo album di esordio, con un'altra memorabile canzone. E sperimentata sulla propria pelle da milioni di altri, forse miliardi.
Non è nelle mie intenzioni analizzare a fondo le ragioni di questa assurdità cosmica. La scelta di privare della vita un altro essere ha, secondo me, un campo di applicazione ridotto al solo fine della sopravvivenza contestuale: tu stai per uccidere me - o i miei cari - io, nell'impossibilità di fuggire o di renderti inoffensivo, uccido te, se ci riesco. Molto animale, mors tua vita mea, ma questo è quanto.
E questa è la mia versione italiana.
Morir per delle idee, è un’idea coinvolgente
Un altro po’ morivo perché non l’ebbi mai
Travolto da una folla, feroce e intransigente
Che esaltava la morte, soprattutto quella altrui
Riuscirono a convincere la mia musa insolente
A seguire la loro fede abiurando i suoi errori
Confessandomi, poi, senza più spettatori
Moriam per delle idee, vabbè, ma lentamente
Vabbè, ma lentame-e-e-e-ente.
Considerando i rischi, magari, limitati
Andiamo all’altro mondo senza affrettarci affatto
Perché ad avere fretta, si muore costernati
Di aver scelto un’idea che il tempo suo ha ormai fatto
Ora, se c’è una cosa che è proprio deprimente
È accorgersi alla fine di un sacrificio svelto
Che era un altro il principio, che andava meglio scelto
Moriam per delle idee, vabbè, ma lentamente
Vabbè, ma lentame-e-e-e-ente.
I santi promotori del martirio d’onore
Invecchian predicando “Armiamoci e morite”
Morir per delle idee, per loro è sì un valore
Che si tengono stretto, quanto le proprie vite
Infatti quasi ovunque superano allegramente
Anche Matusalemme per la longevità
E certo ognun di loro si giustificherà
Moriam per delle idee, vabbè, ma lentamente
Vabbè, ma lentame-e-e-e-ente.
Di idee che ti promettono l’onore nel supplizio
Tutte le sette al mondo ne offrono a quintali
Resterà solo a chiedersi il kamikaze novizio
Morir per delle idee, va bene, sì, ma quali?
Che tutti si assomigliano fra loro, tristemente
I fondamentalisti che cantano ai caduti
Evitando le fosse in cui li hanno guidati
Moriam per delle idee, vabbè, ma lentamente
Vabbè, ma lentame-e-e-e-ente.
Se davver le ecatombi fossero sufficienti
Per far cambiare il mondo, per farlo rifiorire
Dopo mille milioni di sterminii indecenti
Il paradiso in terra starebbe per venire
Invece l’età dell’oro, ritarda eternamente
Gli Dei di sangue han sete, una sete infinita
E per la morte è sempre in corso la partita
Moriam per delle idee, vabbè, ma lentamente
Vabbè, ma lentame-e-e-e-ente.
E voi, istigatori, del suicidio teoreti
Dateci il buon esempio siate i primi a immolarvi
Noi vi cediamo il posto, lasciateci star quieti
Che vivere è già duro senza star lì a’ ascoltarvi
Poiché la morte, infame, è in agguato costante
Di certo alla sua falce non servono gli aiuti
Basta con queste stragi, grandissimi cornuti
Moriam per delle idee, vabbè, ma lentamente
Vabbè, ma lentame-e-e-e-ente.
PS.Trovo molto toccante questa versione dal vivo, registrata da Georges vicino alla morte.
venerdì 6 marzo 2009
Un punto di rosso nel grigiume.

La Feltrinelli a Viale Marconi. Che immensa soddisfazione.
Vedere un tempio pagano della cultura appropriarsi di uno spazio da supermercato in un quartiere popolare, infestato da jeanseriescarperiecazzaterie per tutte le tasche.
Non è una novità, però io ci sono passato solo sabato scorso.
E ci ho trascorso una buona oretta con mio figlio - 4 anni emmezzo - passando in rassegna quasi tutte le corsie.
Con le mani legate dietro la schiena. Una specie di 9 settimane e 1/2, con gli occhi aperti, però.
Lodevole l'angolo per i bambini, lasciati liberi di prendere i libri, aprirli, sedersi a leggerli. Controllati, con garbo, da una signorina.
Sarà che era la prima settimana del mese, stipendi quasi intonsi, tant'è che nonostante le 4 casse, c'era la fila per pagare.
Sarà che sono un inguaribile ottimista (ma de che?), sarà che nonostante il traffico e i brutti palazzi è un quartiere cui sono affezionato, ma a me questa cosa - La Feltrinelli a Viale Marconi - mi fa sperare bene. Mi ricorda tanto Via del Campo, soprattutto il finale.
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