mercoledì 27 gennaio 2010

In nome della Repubblicità Italiana


Si fa un gran parlare di creatività, nel mio ambiente di lavoro. Ma è evidente, ed anche riconosciuto da molti, che una delle più praticate tecniche creative sia la mimesi, quando non la copia para,para,para, di idee altrui che abbiano - possibilmente, ma non necessariamente - già avuto successo. E' la famosa teoria del cerino usato: questo si è acceso, perché buttarlo via? "We are lazy sumbitches" biascicherebbe con la voce impastata di "Scaatch", qualche guru di Madison Avenue. La realtà è, suppongo, che oltre ad essere pigri siamo anche in larga parte smemorati. Altrimenti non si spiegherebbe come ricette vecchie di decenni - a volte di secoli - continuino a far presa su vaste fasce di persone, alcune delle quali hanno già avuto il "piacere" di essere esposte al pacco e persino al suo smascheramento.
In questa pubblicità degli anni '30 - colta sul ferratissimo e arrabbiatissimo Copyranter - è evidente l'assoluta mancanza di scrupoli nello spacciare una marchiana bugia, in sprezzo alla salute pubblica e in oltraggio alla sua intelligenza, per perseguire un interesse privato.
Scusa, scusa, come dici? Ti suona familiare? E' la forza della deviazione epistemologica, come spiega semplicemente qui hackernetwork003:
una bugia ripetuta ad oltranza diventa una verità.
Quindi, detenere un numero spropositato di casse di risonanza per propalare questa bugia è un vantaggio scorretto, al paese mio, no?
Ah, già, dimenticavo; questo non è più il paese mio.

1 commento:

LaCò ha detto...

Almeno allora c'era solo tanto schetto cinismo.

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