venerdì 18 settembre 2009

Un post reazionario


Che diritto avrebbe una specie di fricchettone come me che, alla soglia dei 50 anni, ancora porta i pochi capelli rimasti legati a coda di cavallo, indossa t-shirt con le scritte, sfoggia anelli e monili d’argento d’ispirazione etnica, che diritto avrebbe, ribadisco, di criticare l’abbigliamento, o meglio alcuni particolari vezzi dell’abbigliamento di alcuni gggiovani d’oggi? La risposta potrebbe essere semplice: nessuno, è soltanto un sintomo in più dell’invecchiamento. E, come si dice a Roma, del rifardimento* ad esso collegato. Tant’è! Ma siccome mi piace, quando posso, perseguire la sincerità, mi espongo ed espongo questo stralcio di riflessione a voce alta, estirpato da un superficiale scambio di battute, fatte fra colleghi nello spazio di una sigaretta.
Vi è mai capitato di vedere per strada qualche ragazzo camminare a gambe larghe, come se avesse mal calcolato la qualità del meteorismo, con la conseguenza di aerografarsi biologicamente la preziosa mutanda griffata? Penso di sì, è un’apparizione abbastanza comune che – per fortuna (della mamma del ragazzo, almeno) – ha però un altro motivo: la scelta stilistica di indossare pantaloni di almeno due taglie più grandi - oversize, se dice oversize, cazzo! -, acciocché il punto vita degli stessi circumnavighi lascamente la zona pubica o, addirittura, quella crurale. Così, se non vuole inciampare ad ogni piè sospinto o, alternativamente, esporsi a sanzioni, sfottò, se non addirittura tentativi di approfittare delle sue incustodite terga, il suddetto ragazzo è costretto ad arrancare con le cianche a compasso, per contrastare la legge di gravità che attira i suoi designer jeans verso le caviglie. Ora, questo è un eccesso del consolidato ritorno in voga della vita bassa. C’è chi si limita a mostrare l’orlo delle mutande senza mettere a rischio la sua incolumità. Ma ho osservato un’altra tendenza che, talvolta, si associa a questa: le scarpe da ginnastiaca, pardon, le sneakers portate parzialmente o completamente slacciate. Questa la capisco già di più; considerando l’affezione al capo griffato e al numero di ore per cui viene indossato, si pernette ad un maggior quantitativo d’aria di rinfrescare l’interno della scarpa, prevenendo reazioni chimiche deleterie su scala globale al momento in cui detta sneaker viene finalmente, comodamente estratta.
Be’, la quantità di rifarditismo da me raggiunto in questo post mi sta facendo sentire male, sono pieno di vergogna e di rimorsi per aver rinnegato un principio per cui, nella mia lontana adolescenza, ebbi a questionare con mio padre.
Per ciò verrò al sodo e condividerò con voi il pensiero che mi è balzato in testa quando ho confrontato mentalmente quel tipo di abbigliamento con quello che andava in voga a metà degli anni Settanta:
si vede che questa generazione non ha bisogno di scappare.
Da una carica, da un pestaggio, o semplicemente dalle ire di qualche vicino cui si era abbozzata la macchina con una pallonata.
Dovrei, quindi, pensare che la qualità di vita di questi ragazzi è migliorata.
Come mai mi riesce tanto difficile?

* Rifardito.
Una persona che si pente di qualcosa o cambia idea, che si tira indietro. Quasi sinonimo di infame

13 commenti:

neropositivo ha detto...

Molto reazionario.
La qualità della vita di queste dolci e indifese creaturine non è migliore o peggiore della nostra (che fu). Semplicemente, noi abbiamo alzato le mani e loro hanno calato le braghe, è soltanto il seguito.
Che ci aspettavamo?

manu ha detto...

bello. aggiungerei, al solo scopo di alimentare il dubbio, che non hanno bisogno neanche di andare. hai ragione, è una moda stanziale.

sancla ha detto...

vero, ogni volta che a scuola (si, a scuola, sigh!) vedo un ragazzino vestito in quel modo penso che non sarebbe in grado di impedire che chiunque gli si avvicinasse per aiutare la forza di gravità a fare il proprio dovere.

vix ha detto...

@ michela: grazie per l'insight, è un punto di vista doloroso ma corretto.
mi rendo conto che c'è più giudizio nelle mie considerazioni che tentativo di comprensione, ma come premesso, preferisco essere sincero quando posso, anche se non contribuisce alla mia immagine.
@manu, sì forse tutto questo parlare di tribù che fa la pubblicità (la pubblicità!) riflette una serie di cristallizzioni di caratteri esteriori ed interiori nei quali riconoscersi fa sentire bene. o forse più semplicemente più accettati e "al sicuro". ai tempi in cui ero giovane io, le tribù erano molte di meno e, forse, ci si muoveva di più per scoprire le differenze. ma probabilemte questa mia è una rivisitazione idealizzata...
@ cla, ne vedrai delle belle tu, eh!

LaCò ha detto...

In realtà Vix loro sono giovani e noi ci ricordiamo di quando lo eravamo. Nei miei anni '80 con il borotalco in faccia, il rossetto nero sbafato e i miei pantaloni alla turca mi sentivo la più bella del mondo.

vix ha detto...

Cò, ma tu lo eri davvero:)

vix ha detto...

comunque, mi dispiace che, per come l'ho porta, la mia osservazione sia emersa solo come un giudizio - che ammetto c'è - mentre, quando mi è venuta alle labbra, era semplicemente un'osservazione abbastanza obiettiva della realtà. io con i pantaloni così e le scarpe slacciate non riuscire a correre ora, né ci sarei riuscito una trentina e più di anni fa'(quando, by the way, mi è capitato di averne bisogno).

LaCò ha detto...

Cmq la considerazione che conciati così i giovani di oggi non possono correre è l'osservazione più acuta che ho sentito su i pantaloni a vita bassa.

PS. grazie per il complimento sai che sono di una vanità imbarazzante.

vix ha detto...

La Cò, per la piega pericolosa che ha preso questo botta e risposta consiglierei un burqa;)

Andy è geloso? :D

La Strega ha detto...

Non possono correre e si dimenticano che non potrebbero neanche chinarsi ... invece spesso lo fanno... e allora è un tripudio di chiappe...
Evidentemente anch'io che sono stata una sostenitrice dell'ombelico fuori a gennaio ora sto invecchiando (finalmente al calduccio)

vix ha detto...

"...In un tripudio di miccètte il governo esplode e i suoi brandelli in cielo compongono la scritta ZIO CANTANTE, che sta a significare lo scorno dei matusa..."

Supergiovane, EELST,
dedicato a me matusa:)

vix ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
LaCò ha detto...

un applauso a Vix

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