
"Nothing makes a bad product fail faster than a great advertising campaign."
Bill Bernbach.
Chiaro, no? Se un prodotto fa schifo veramente, una buona campagna pubblicitaria non può che dargli una mano a sprofondare prima. Perché, amplificando la popolarità del prodotto e quindi la potenziale esposizione al pubblico della sua inadeguatezza, il processo di fallimento accelera inevitabilmente. Ora, premesso che io stimo e adoro tutto il lavoro di Bernbach, anzi sono completamente soggiogato dalla sua disarmante perspicacia, alcuni dubbi laceranti mi balenano nella mente come raffiche di luce fastidiosa. Anzi mi sento bruciare e paralizzare da un antinomia insopportabile (cazzo vuol dire?).
O Berlusconi non è il grande pubblicitario che molti dipingono oppure, salvo ognuno, non fa così schifo quanto penso?
Io propendo per la prima ipotesi.
Senza dubbio.
Altrimenti mi crollerebbero contemporaneamente due miti.
La realtà è ancora più amara, così amara che mi fa male a dirla. Mastica amaro, mi dico, mastica...che ti passa.
2 commenti:
Mister Bernbach, forse, non prende in considerazione a QUALE tipo di pubblico il "pessimo prodotto" verrà esposto. Se sono inadeguati sia il pubblico sia il prodotto, credo che l'effetto sia catastrofico. Se per qualcuno fosse una consolazione, siamo i testimoni privilegiati di un controsenso e di un'antitesi, purtroppo per niente pubblicitaria.
analisi lucidissima e spietata.
ci penso...
in effetti c'è qualcosa di contraddittorio, ma talvolta le contraddizioni sono solo apparenti.
è che la realtà ha molte più facce di quelle che noi riusciamo ad incartare in un bel ragionamento.
forse.
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