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lunedì 11 ottobre 2010

Il Comune Senso del Pudore ed altre espressioni obsolete.

Alberto Sordi gli dedicò, negli Sfuggenti Anni Settanta, un film che, fotografando con un po' di esagerazione l'uscita prepotente del corpo nudo dall'armadio della repressione moralista - e diciamolo, cattolica - per entrare da protagonista nel mercato, anche extra pornografico, ne constatava gli aleatori confini.
Oggi questo convitato di pietra - chiamiamolo CSP, ché gli acronimi vanno tanto di moda - brilla per la sua assenza, ai massimi livelli come ai minimi*.
Infatti, un blogger di mia conoscenza non si è fatto scrupolo di leggere un testo scabroso - un post, si dice - composto da un'altra blogger, peraltro molto ispirata, che destreggia la sua prosa su territori alquanto scottanti. Hot, diciamo. Non solum, sed etiam, il fellone senza ritegno è giunto al culmine dell'ostentazione, dell'esibizionismo più sconveniente, ed ha registrato questa disdicevole lettura per inviarla ad un consesso di blogosferici che non si è messo scorno di renderla disponibile al pubblico ascolto.
Est modus in rebus? O tempora, o mores, eccetera eccetera.
Tant'è.
Io, però, che sono un uomo timorato e ancora aduso a certa morigerata pudicizia - otto anni di scuola dalle suore, altro che due anni di militare a Cuneo! - mi asterrò dal fornire qualsiasi riferimento per constatare l'attendibilità di questo mio biasimo.
Chi è prono a curiose morbosità o a morbose curiosità, si avventuri nei meandri labirintici che gli adepti della rete telematica amano chiamare con nomi esotici come link, roll, blog, e diosassolocome, e si assuma la responsabilità della propria perdizione. La troverà nell'ascolto di quelle empie parole.

Va bene così? Ok, che danno su Nitegate stasera?

*ovviamente lì ci sarebbe andato l'esecrabile link, ma io persevero nella mia omertosa reticenza.
"Tu le connais, lecteur, ce monstre délicat,
—Hypocrite lecteur,—mon semblable,—mon frère!" CB

venerdì 23 luglio 2010

95%

Avendo, comme il faut, nientedadire, mi rifugio nelle braccia del Maestro per trovare un argomento con cui riempire oggi questo spazio. Apro, intanto, una parentesi: il Maestro è sempre Uno anche se sono tanti, diversi ed eterogenei, ma questo è un mio punto di vista. Detto ciò, il Maestro cui mi riferisco oggi è ancora –sì, di nuovo – Georges Brassens, che in una sua soave canzonetta del ’72 sostiene una tesi alquanto interessante che varrebbe la pena discutere con il soggetto chiamato in causa. Afferma Tonton Georges, nel brano intitolato praticamente “95%”, che tale sia la percentuale delle volte in cui la donna si annoi a morte nell’atto sessuale. Ora lui non usa esattamente questo eufemismo, ma non mi sembra il caso di sottilizzare sui termini – per una volta – quando il contenuto ha una tale deflagrante rilevanza. Azzardo l’ipotesi che volesse soltanto divertirsi con una delle sue irriverenti provocazioni, prendendo lo spunto da una delle sue attività preferite – il sesso - per schizzare, al vetriolo, alcuni ritratti socio/psicologici, infarcendo con nonchalance il testo di riferimenti dotti, letterari, metrici e storici che esegeti infinitamente più preparati del sottoscritto si sono premurati di collezionare in questo preziosissimo sito.
Esaurita la verbosa premessa, mi chiedo quante donne sarebbero inclini a condividere la pessimistica analisi di Georges. E anche, quante delle donne che egli stesso ha conosciuto biblicamente – tante, secondo quanto afferma qui – si direbbero invece propense a tirare delle somme un po’ più generose. Il dibattito, semmai si aprisse, credo sia destinato a rimanere insoluto. Per questo pongo fine alla prolissità ed appongo l’ennesima masturbazione traduttoria a questo post, non senza fornire l’antidoto dell’originale.
Una sola, ultima notazione tecnica all'ascolto del brano: osservate come giochi con le ultime sillabe dei versi, facendo galleggiare le vocali mute, facendo rotolare le erre come girandole, costruendo castelli di enjambements…
Ascoltare con moderazione, puo’ indurre dipendenza.
Con la mia traduzione, portare pazienza.

La donna che ha già in sé dai suoi natali
le doti per donar gioie carnali
la donna che risveglia in noi il lato animal
prima di tutto, lei, è sentimental
man nella mano, lunghe passeggiate
e fiori e bigliettini e serenate
le insanità che noi per lei siam pronti a inanellar
la commuovon, ma….

Novantacinque volte su cento
per lei scopare è un vero tormento
anche se non ce lo vuol dire
certo mica sempre la facciamo divertire
Mentre noi cretini ci crediamo
siam cornuti e non lo sappiamo
e quando a letto poi si va
lei lo fa solo per pietà
Se il cuor non batte forte in petto
non ci si diverte a letto

Solo se t’ama con gran tenerezza
allora sì che è attenta a ogni carezza
allora sì diventa più disponibile all’amor
non se ne accorge, ma s’annoia ancor
Oppure quando è in fregola davvero
quando fornicherebbe un giorno intero
allora i suoi amanti passeranno, poveracci
certi momentacci.

Novantacinque volte su cento…

E quando grida “sì!” “dai!” “non fermarti!”
fa finta, non vuol demoralizzarti
lo fa sol per pietà, mica sospira di piacere
a buon fine, ti prende pe’l sedere
Vuol solo far credere al suo amante
di essere trombatore strabiliante
affinchè quel galletto pretenzioso che ci ha addosso
non si butti in un fosso

Novantacinque volte su cento…

Mi accingo ora, infine, a commentare
quelli che ti pretendon di spiegare
“E’ solo perché sei un incapace, sei un inetto
ecco perché lei non si scalda a letto.”
Può anche darsi, ma se vi pesa spesso
la boria di ‘ste “macchine da sesso”
mentre alle vostre spalle, signore, godono egoisti
lasciateli esser tristi.

Novantacinque volte su cento…

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