martedì 24 marzo 2009

Una motosega per me.


Cominiciamo dalla fine.

Interno notte, l’Obitorio*: quattro individui dall’aria sediziosa (tre uomini barbuti e una giovane pasionaria con i capelli rivoluzionariamente corti) sorseggiano alcune birre seduti davanti ad un tavolo di marmo.
Di fronte a loro non c’è un cadavere, ma talune pizze e un filetto di baccalà fumante.
Uno dei tre pasdaran, lo chiameremo Kat’allah, si rivolge al commensale che ha di fronte:

“Quindi tu e Gasparrhhian vi siete incontrrhhati perhh la prrhhima volta questa serrhhha?”


Ecco, al di là del mio piccolo divertissement iniziale, questa osservazione condensa per me il valore della serata del 20 marzo. Una bella serata, aggiungerei. Per la disinvoltura con cui Mauro e Guido hanno accolto e interagito con il pubblico – sparuto sì, ma composto quasi esclusivamente di sconosciuti - per la fluidità con la quale i loro ingranaggi, ben differenti, si sono alternati per far funzionare la motosega. Il feedback è stato eccellente: sogghigni, risate e applausi hanno interpuntato i vari pezzi, e diverse persone si sono trattenute per complimentarsi caldamente con i nostri eroi. Qualcuno ha persino rubato un libro di Guido.
A me, che non li avevo mai visti prima mi sono piaciuti na cifra. Sì, na cifra, lo devo dire così sennò non corrisponde.
Mauro è partito alla grande e già dopo qualche riga cominciava a strappare sorrisi. Guido che partiva con l’handicap del supporto ipertecnologico – un complicato IBOOK da cui leggere le sue poesie – ha saputo catturare le pance del pubblico, approfittando del micidiale cocktail “faccia di tolla + testo spiazzante” da lui stesso servito, con risultati esilaranti.
Mauro ha suonato su tasti diversi, molti divertenti ma anche toccanti. E sulla storia del povero Armando, a me la lacrimuccia è scesa.

Ma ritorniamo all’inzio di questo post e della domanda/constatazione di Guido a me.
E alla mia risposta:

“Sì, io e Mauro ci siamo incontrati per la prima volta questa sera.”

Sono consapevole del fatto che questo mio succinto resoconto della serata non trasmetta tutte le sfumature. Ma quando due persone che si incontrano per la prima volta riescono a fluire nella stessa direzione per un po’, riuscendo a divertirsi e a divertire altre persone nel frattempo, be’ secondo me accade una cosa degna di nota.
Mauro, se non l’hai capito, questo è un grazie ;-)

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Applaudo! Non dico altro, e continuo ad applaudire

Fata

Sba ha detto...

Che il Grande Zot possa diventare agente ufficiale di sti due Illuminati :)

vix ha detto...

ed io (mi era scappato " e dio" :-) bacio quelle manuzze sante :-)
e ringrazio. obrigado, fatilla :-)

Confinidiversi ha detto...

una motosega per tutti, allora!
ma Mauro mica ci passa di qui a lasciare un segno?!

vix ha detto...

@ confini: il segno l'ha lasciato, Mauro.

altrimenti non staremmo tutti qui a parlare di lui...

oh, ma non ci scordiamo Guido, che Sba ha descritto benissimo nel suo NYFT dedicato alla Massena night.

diamo a Giorgio quel che è di Giorgio.

:-D :-D :-D

fatacarabina - remedios ha detto...

E diamo a Vittorio quel che è di Vittorio e ti sei pure meritato il link sul sito di colui che lascia il segno. :)

24fotogrammi ha detto...

Bene, anche io mi accingo a vedere i due all'opera. A piombino.
Intanto mi sa che scrivo un piccolo post di segnalazione anche io.:-)

scrittiapocrifi ha detto...

Questa immaginifica storia si è svolta a Roma, in un ideale triangolo compreso tra Trastevere, Campo dé Fiori e Testaccio.

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