giovedì 25 settembre 2008

La strada per l'inferno, eccetera eccetera.


Se le bugie hanno le gambe corte, i buoni propositi sono nati monchi.
Si dice così, quando non hai le gambe, no? No. Vabbè, se semo capiti.
Comunque, settembre è probabilmente il vero inizio dell'anno, per la società cosiddetta civile.
Tutto comincia o ricomincia. Quindi è un momento ideale per formulare (o riformulare) una quaresima di buoni propositi, generalmente a lunga scadenza. Potremmo chiamarli "buoni propositi UHT", a lunga conservazione. Alcuni sono propositi di stagione (diete, palestre, studio), altri, invece, di più ampio respiro, nascono da un anelito esistenziale (fiuuu! SCE-MO, SCE-MO!). Tornando serio, questi propositi approfittano dell'atmosfera, diciamo primaverile, dell'autunno per risbocciare. (Oh, dovrei parlare per me, anziché proiettare sull'universo mondo le mie debolezze e frustrazioni. Vabbé, da ora in avanti, faccio conto de parla' da solo...) Anzomma, stavo pensando appunto a quanti di questi propositi - quelli di grosso cabotaggio - raggiungono il porto di destinazione. E, mentre in una navata del mio cervello echeggiava il detto che ho scelto come titolo - a proposito, io erronamente pensavo fosse uno dei proverbi infernali di W. Blake, invece lui diceva "La via dell'eccesso porta al palazzo della saggezza" - dall'altra parte del vacuo contenitore pulsava come una lampadina rossa, un allarme silenzioso ma visibile, una risposta. Qual'era la domanda? Appunto.
Resettiamo: io stavo soppesando la rilevanza di questa affermazione " la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni" quando ho sentito rimbalzare nella mia testa una domanda provocatoria, formulata da una bionda voluttuosa di mia conoscenza "What's your excuse?".
Qual'è la tua scusa, appunto, per non essere al 100% quello che vuoi essere?
E non sto parlando di diventare miliardario, playboy, superstar, capocannoniere, velina o altro.
Quella è un sfumatura. Quello che intendo è essere integro, essere uno, essere completamente nel momento.
Presente, in una parola sola.
Be' io la risposta non l'ho trovata veramente.
O forse la so, e faccio finta di niente.
Vabbé, ci penserò il prossimo settembre.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

andiamo pesantuccio, oggi?
non è necessario essere integri.
nè uno o nessuno o centomila.
nè essere presenti al presente.
è necessario essere coscienti che tutto ha un prezzo.
e chiedersi se siamo disposti a pagarlo, in cambio della libertà di essere semplicemente quello che siamo.
tutto qui.
anche a settembre.

vix ha detto...

pesantuccio? non era il mio mood quando l'ho pensato né quando l'ho scritto.
ma d'altra parte questo è il bello di ricevere un feedback. anche se un po' tranchant come il tuo, caro anonimo.
ho l'impressione che intendiamo la stessa cosa, solo espressa diversamente.
essere semplicemente quello che siamo - e non quello che magari pensiamo dovremmo essere o che qualcun altro si aspetta che diventiamo - è per me essere integri. e ho anche l'impressione che quando sei integro e presente il problema del prezzo da pagare neanche si pone.
tutto qui.

Anonimo ha detto...

ma quanto mi piace la tua risposta.
hai capito.
il prezzo non esiste.

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