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venerdì 10 dicembre 2010

La Fata e le Tartarughe.

Io conosco una fata. Vabbé, ora non vuole più essere chiamata così ma, si sa, quando si ha l'indole gentile e magica, è difficile sfuggire al proprio destino o rinnegare il proprio passato. E così, comunque la vogliate chiamare voi, lei per me resta la Fata - dovrei aggiungere Carabina, ma questo potrebbe essere fuorviante, ancorché corretto - e non mi stupisco affatto delle magie che riesce a compiere. Anche se non rimango indifferente al valore della sua arma. Uno sente parlare di Fata e penserebbe alla bacchetta magica, poi sente aggiungere Carabina e, ça va sans dire, otre a Pennac pensa alla Beretta. Accocchiando un calembour, una volta, mi sono permesso di chiamarla "la mestrina dalla penna rossa", ma non ho ricevuto feedback, per cui presumo non abbia gradito, anche se per me era assolutamente un complimento.
Ma qui mi distraggo. Torniamo all'arma d'ordinanza della Fata. Ora, la penna era un buon indizio, anche se poi è la tastiera quella che la fa arrivare più lontano, ma stiamo ancora ciurlando nel manico e non vorrei che pensaste che si trattasse di una musicista. Anche se poi...(e scusate i puntini).
Veniamo al dunque: l'arma affilatissima e penetrante della Fata è, secondo me e qui mi faccio serio, la sua straboccante umanità. Il suo cuore gigantesco, pantagruelico, erculeo, che muove montagne e maometti con grazia e armonia.
Giacché il mio indulgere nel panegirico tende ad essere spesso verboso, sarà meglio che mi attenga ai fatti. Per cui vi rimando direttamente al sito di Riverbero che racconta con asciutta obiettività la bellezza dell'operazione Tartarughe. Alla quale mi onoro di aver partecipato - grazie all'invito della Fata e alla sua grande idea, il Collettivo Voci, un'altra incitazione alla condivisione e alla partecipazione di sensazioni e talenti.
E poi una così non vuole essere chiamata Fata.

lunedì 2 novembre 2009

Sbrolloguio. Postlegomeni a catena ramificata sulla genesi del rollo dei blogghi.


Ogni tanto, giusto per divertirmi, vado sul blog di Stark e clicco e riclicco sull'intestazione per leggere i sottotitoli che cambiano. Che vuoi, mi diverto con poco. E poi ci sono affezionato a quel blog, perché da lì ho cominciato a frequentarne un altro e poi un altro ancora ed ho conosciuto così – in senso lato – tante persone interessanti e simpatiche e di cuore, che per me è nonplusultra. Qualcuna l’ho persino incontrata, vis a vis. Ci ho addirittura mangiato una pizza insieme. Oggi, anche senza write or die ho deciso di scrivere a ruota libera, tanto ho disabilitato l’impostazione di invio per mail delle mie elucubrazioni ad una decina di malcapitati, quindi non devo troppo preoccuparmi del tedio procurato: se volete leggere uno che non ha nientedadire è una vostra scelta. Dicevo del blog di Stark che poi avevo scoperto per caso, semplicemente digitando "perché no?" nella finestrella di goooooogle, mentre facevo una ricerca per lavoro e, se non ricordo male, m'imbattei in uno dei più fulminanti post "Barigazzi", quello dei blugins, per chi lo conosce. Forse non era proprio quello, ma fa niente, quello che m'interessa raccontare o riraccontarmi - oh, che questa cosa qui va considerata, cioé che quando hai voglia di raccontare qualcosa a qualcuno, probabilmente prima di tutto te la vuoi riraccontare a te medesimo, perchè ti fa simpatia o affetto o altri sentimenti - era il percorso che mi ha portato ad avere nel blogroll, come dicono quelli bravi, una serie di persone o meglio il link al loro blog. Quindi, da Perché no sono arrivato a Eiochemipensavo e a Spinoza. Frequentando questi siti, ho avuto la fortuna di interagire con un professore romantico, un Consulente di Cazzate Seriali o Consulente Seriale di Cazzate appassionato di acronimi - meglio non rischiare di offenderlo perché è grosso e permaloso, nonostante l'attitudine al cazzeggio e il cuore tenero - e una Fata a mano armata. Ecco, direi che mi posso fermare, perché questo noioso post sta diventando lungo, e anche perché alla fine è da lì in poi che è cominciato l'effetto cascata, con sprizzi di Aperol e amenità varie, che è arrivato a riempire la colonnina destra di questa paginacasa.
Mi fa piacere ricordare che la mia iniziatrice, o meglio, colei che mi ha dato il primo input - e per questo sarà inputata- per partorire questo blog è stata un'altra fata tutta nera, mapperò tanto una brava personcina che, quindi, tanto per riprendere una terminologia filosoficheggiante, ha avuto un ruolo maieutico nei miei confronti. Come dire, è stata come una Socrata per me.
Detto questo, per non aver nientedadire, ho detto già troppo.

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