giovedì 3 dicembre 2009
Il convitato d’aria.
Tu mi parli, io non ci sono. Tu mi spieghi mi argomenti mi illustri un progetto specificando i dettagli, io non ci sono. Tu mi mostri le ipotesi le diverse alternative gli interventi che mi coinvolgono, io magari annuisco ma non ci sono. Tu partecipi a riunioni esprimi i tuoi pareri le tue perplessità avanzi obiezioni e controproposte guardi dalla mia parte per cercare un sostegno, io al massimo faccio spallucce ma non ci sono. Tu ti incazzi sostieni le tue tesi difendi le tue idee litighi con tutti ti attiri i malumori ti fai il sangue amaro, io non ci sono. Tu torni a casa con una smorfia di disappunto disgusto dolore stampata indelebilmente sulla faccia, io per fortuna non ci sono. Tu ti allontani ti chiudi ti volti dall’altra parte, io no. Io non ci sono, ricordi? Tu pensi che sia comoda questa assenza. Certo, come è comodo qualsiasi anestetico. Lo scarti e lo mandi giù al massimo con un sorso d’acqua. Questa assenza è un peso che copre un dolore. Se io sono un convitato d’aria nella tua vita, il convitato di pietra nella mia, sono io. Quando non ci sono.
venerdì 27 novembre 2009
Combinazioni.
venerdì 20 novembre 2009
Out of Season

No, non pensavo che sarebbe successo. No, almeno così presto, no. Eppure me l'avevano detto. Che, sì, poi, tutti te lo dicono che succede, prima o poi, ma non è necessariamente così. Non per tutti, almeno. Certo, lì per lì, ci son rimasto maluccio. Sai, uno è abituato a certi standard, quindi è quasi come se, davanti a certi cambiamenti, si sentisse mancare. E si attaccasse come un ragno disperato alla finestra che viene improvvisamente aperta, in faccia al vento, con il terrore di venir spazzato via nel vuoto. Perché? Perché deve succedere proprio a me? Fra le tante iatture che possono insidiare la vita di un uomo. Ma proprio la vita quotidiana, intendo. Ecco, ora, senza entrare nel drammatico - voglio dire, di incidenti ne sentiamo parlare anche troppo, troppo spesso, sui giornali (chi li legge), sui telegiornali, sui feed di notizie - però certi avvenimenti ti cambiano la percezione di te stesso. Per sempre. Ti inducono con malinconia a riavventurarti, con gli occhi sgranati nel vuoto, nei corridoi della memoria che ti riportano indietro, in quelle stanze del tempo in cui tu eri, semplicemente eri, un altro tu. Eppoi c'è pure chi ti dice che è tutta una cosa mentale, che il tempo non esiste, che è un sistema di misurazione che ha inventato l'uomo. "Scusa - ti dice l'amico filosofo - ma che, la Terra, nei minuti successivi al Big Bang, ammesso che sia avvenuto proprio così...- (apro una parentesi: l'amico filosofo è per natura scettico, di default proprio, come se lo scetticismo non fosse una scuola,una corrente, ma proprio una caratteristica intrinseca comune a tutti i filosofi, specialmente quelli che sono amici tuoi. Chiusa parentesi - ...ammesso che sia accaduto proprio così, dicevamo, pensi che la Terra - che è un essere vivente, neh, non è mica 'na palla che gira, una pizza de fango del Camerun - pensi che la Terra sapesse quanto misurava di equatore?
Eh?". Solitamente questa sagace argomentazione, contrariamente alla convinzione del suo formulatore, non ha la potenza dialettica né la portanza persuasiva di un sillogismo. Quindi tu rimani lì, con il tuo muso appeso, come una vestaglia troppo larga. E senti chiudersi la porta del negozio alle spalle. E senti il traffico della strada davanti a te. E ti ricordi persino dove hai parcheggiato la macchina. Ma non riesci a toglierti di testa quella frase. Quella domanda innocua, che ti ha staccato una spina dentro, e ti ha fatto scuotere la testa impercettibilmente mentre, voltando le spalle, bisbigliando una scusa inintelleggibile, ti sei allontanato dal negozio, lasciando l'oggetto del desiderio sul bancone.
"Le faccio un pacco regalo?"
mercoledì 18 novembre 2009
DICIASSETTEMILACINQUECENTOVENTI.
17.520 - più una dozzina, per tutti i 29 febbraio collezionati cammin facendo - di volte grazie, a chi mi sostiene e mi accompagna da una vita. Ma grazie anche a chi mi sopporta da meno tempo, soprattutto perché non era obbligato/a a farlo. Grazie. Di questi tempi, non do nulla per scontato.
Ovunque tu vada, vai da solo; perché la strada per l’illuminazione è
Molto stretta e piena di curve. E porta il tuo bicchiere da vino con te
Perché non ci sono garanzie.
Hafez
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