giovedì 21 aprile 2011

Io ce so nato, Roma, io t'ho scoperta...



Su questo colle, sono nato io, quasi cinquant'anni fa. Sul colle adiacente, separato solo dal Circo Massimo, è nata lei, dicono 2764 anni or sono. Non voglio dire niente, anche se ne avrei, stranamente. Solo augurare a questa città, che amo e che riesce ancora a commuovermi con la sua bellezza bistrattata,almeno altri 2000 anni di storia. No, non ho detto gloria.
Grazie Roma, ti dedico questa canzone.



martedì 19 aprile 2011

E' venuto a mancare.

Quanti giri della morte facciamo con le parole per evitare di dire la verità nel modo più semplice. Quante contraddizioni, quante assurdità. Se manca vuol dire che se ne è andato, non che è venuto, mi sembra palese. Oppure, "siamo addolorati per la scomparsa". E' passato da queste parti David Copperfield, per caso? I soliti ignoti? Nel caso di Mike Bongiorno è ammissibile, altre volte è semplicemente inesatto. Per non parlare degli eufemismi obsoleti come "la dipartita". Tutti sulla banchina a salutare il treno sventolando il fazzoletto. Nel mondo spirituale un po' freak si usa un'espressione altrettanto originale, ma che ha, paradossalmente, più contatto con la realtà: "ha lasciato il corpo". E' un'osservazione oggettiva, che considerà la consapevolezza del compianto, del defunto, del caro estinto. E le incombenze dei suoi parenti più prossimi.
Ecco, quando succederà a me, per favore, ditelo semplicemente; è schiattato, è crepato, ha tirato le cuoia, ha reso l'anima a dio, ha stirato le zampe, le trovo tutte espressioni molto colorite è divertenti. Ma mi accontento di un semplice "è morto, e finalmente se ne è accorto". Amen.

lunedì 4 aprile 2011

Di cosa parliamo quando parliamo di niente.

Ti chiedo "Come stai?", ma non mi frega.
Mi rispondi "Alla grande!", e sai che menti.
Le chiede i suoi programmi, sorridendo,
mentre ripassa a mente la lista della spesa.
Lei, se risponde, lo fa per cortesia,
rimanendo sul vago, un po' scocciata.
Noi ci facciamo a vicenda cari auguri
senza quasi più guardarci in faccia.
Voi vi ignorate, come si fa in ascensore,
ma, in pubblico, vi improvvisate grandi amici.
Loro si incontrano ogni anno, ormai una volta,
e si bombardano di pacche sulle spalle,
sghignazzando commenti sempre uguali.
C'è bisogno di chiacchiere inutili, a quanto pare,
fra noi che siamo la razza più evoluta.
Gli animali, al più, s'annusano il culo.

giovedì 10 marzo 2011

Portmanteau. Una valigia carica di doppi sensi.


Ringraziando Arcureo per la segnalazione di un duo di vignettisti danesi che si sono aggiunti al coro di sbeffeggiatori del nano - oh, qui ormai stamo a spara' su 'a Croce Rossa - sono giunto a riscoprire un vocabolo, portmanteau appunto, che definisce il risultato di una delle pratiche linguistiche più antiche (a parte il cunnilinguo, immagino), quella della composizione nominale. Per l'esattezza, portmanteau è, ironicamente, il vocabolo che usano gli inglesi, con un doppio passo di fantasia e francesismo, per definire un'aplologia. Mentre i francesi l'etichettano, come i pragmatici tedeschi, "parola valigia" (rispettivamente "mot-valise" e "Kofferwort"). Noialtri, popolo di emigranti, evidentemente rispettosi delle valige, abbiamo ritenuto di non profanarle con abbinamenti astrusi e rimanendo fedeli al nostro spirito prosaico e gaudente l'abbiamo definita "parola macedonia". Ora, dopo i ringraziamenti di rito a Wikipedia - altro portmanteau di rilevanza globale - do fine al noioso pistolotto e mi diletto in alcuni portmanteau estemporanei e spero inediti,ma anche no.

PORCONNA - Non è un semplice refuso nell'indicare una donna dei prosaici appetiti sessuali. E' un'eufemistica crasi di una blasfema apostrofe dedicata ad una vergine.

STROCIO - E' un termine derogatorio e omofobo, riservato ad una categoria di professionisti accomunati dalla passione per il congregazionismo, non necessariamente sessuale.

FIGURDA - Contrariamente alla prima impressione, non è un complimento rivolto all'avvenenza di una donna del Kurdistan. E'la sintesi di quello che può accadere se, ingannati dal burqa, facciamo la corte alla nonna della suddetta.

VAFFAZZO - E'uno dei portmanteau con il più alto indice di contrazione, giacché riassume, in sole 8 lettere, un paio di insulti che stanno bene insieme ma che per esteso comprendono 4 parole, 1 virgola e 1 punto esclamativo.

SPIULO - Termine dagli echi ornitologici, definisce un esemplare diffuso nelle fronde di molti uffici. E' una specie dedita a deprecabili attività collaterali al lavoro ma sicuramente propedeutiche alla carriera.

PARAGLIONE - No, non è il mispelling di uno spettacolare scoglio panoramico. E' la triste condizione di una specie molto diffusa in Italia, che ostenta grande sagacia egoistica mentre espleta recidivamente il ruolo di utile idiota di qualcun altro. Uno, in particolare.

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