venerdì 13 novembre 2009

A volte basta una parola.





"Una sola parola può illuminare il volto" di Yunus Emre.

La traduzione dall'originale turco all'inglese è di Kabir Helminsky e Refik Algan.
La versione che ascoltate registrata in italiano è del latore della presente.
La musica è l'Ikinci Selam* eseguita dall'Aras Müzik Ensemble.

*Ikinci Selam: Secondo Saluto, in turco. Nella tradizionale cerimonia dei dervisci rotanti, il secondo saluto esprime il rapimento dell’uomo testimone dello splendore della creazione, di fronte alla grandezza e onnipotenza di Dio.

martedì 10 novembre 2009

La patata scaricata

A volte penso che l'istinto di liberarsi subito della patata bollente, senza un attimo di considerazione, sia una delle conseguenze più deleterie indotte dall'uso della posta elettronica come strumento primario di comunicazione all'interno dei posti di lavoro.
Quando basterebbe darsi una voce, se non addirittura mettersi seduti uno di fronte all'altro.
Oppure telefonarsi, anche se la distanza - ricordo che il prefisso "tele", mutuato dal greco, quello significa - fra i due interlocutori è di poche decine di metri e qualche passo basterebbe.
Oltretutto fa anche bene alla salute. Parlarsi di persona, non solo muoversi.
Ma tant'è, mo' c'è la mail, l'intranet e cazzi vari. Così, chi può, quando gli/le scappa, sbologna la patata sulla rete interna. D'emblée.
Succede poi che si scateni una reazione di botte e risposte che, con l'aggiunta del campanellino di ricevuta, rallegra un open space con echi garruli da villaggio di montagna. Ma, molto più spesso che no, si tratta di un feroce scambio di scaricatio barilorum ipersintetico. Nel senso che, in poche sillabe, la patata comincia a rimbalzare da una scrivania all'altra, anzi da un desktop all'altro. Con conseguente appesantimento della digestione - ma anche di gestione - della patata suddetta.
Oppure, può verificarsi il caso che l'urgenza di liberarsi della patata ASAP (altro termine ricorrente in questi scambi, un acronimo quintessenziale della febbre scaricarella, As Soon As Possible, mica cazzi), porti a dimenticarsene dei pezzi, magari fondamentali, salvo poi redimersi con una sequela di episodi a scadenza quartodorale che traformano la patata in un grappolo. Proprio come una bomba. Per dire, ho scoperto che una mia collega si è guadagnata, a sua insaputa, il simpatico nickname di "Annulla e sostituisce" (la precedente), per via della formuletta che suole incollare in "oggetto", in tutte le puntate successive della patata che, inevitabilmente, finisce per sfragnersi (ndt. rom. infrangersi) con esiti decisamente sporchevoli e poco appetitosi.
Ora, colgo l'occasione per ricordare che il WFP aveva dichiarato il 2008 come Anno Internazionale della Patata.
E' possibile che certe lodevoli iniziative abbiano sempre così corto respiro qui da noi?

giovedì 5 novembre 2009

Ma non potevi farti una Kawasaki ZZR 1400*?




Ci vuole un mucchio d’incoscienza. O, forse, potremmo senza mezzi termini chiamarla stupidità. Perché va bene farsi travolgere dalla passione, dall’impulso irrefrenabile di sentirsi vivi e vibrare nel calor bianco della lussuria. Va bene, certo, ignorare i pregiudizi della morale comune, ché la morale dovrebbe essere un parametro utile per contrastare o impedire i comportamenti contro la vita, non un subdolo strumento di controllo di quelle pulsioni individuali che non si inquadrano facilmente nello schema collettivo. Va bene anche che, soprattutto nella mezza età, si possa cader vittime della tentazione di evadere da una routine di responsabilità, peraltro autoimposte, e tuffarsi nell’energizzante vortice della trasgressione. Va bene tutto, ma se hai un cognome che, non solo si presta a facili rime da caserma, sed etiam rimbomba di significati lubrichi in molti vernacoli e soprattutto in quello della regione dove vivi, di cui ti accade, non incidentalmente, di essere il governatore, allora, scusa, sei molto più che incosciente. Sei sicuro di non chiamarti Buttiglione?

lunedì 2 novembre 2009

Sbrolloguio. Postlegomeni a catena ramificata sulla genesi del rollo dei blogghi.


Ogni tanto, giusto per divertirmi, vado sul blog di Stark e clicco e riclicco sull'intestazione per leggere i sottotitoli che cambiano. Che vuoi, mi diverto con poco. E poi ci sono affezionato a quel blog, perché da lì ho cominciato a frequentarne un altro e poi un altro ancora ed ho conosciuto così – in senso lato – tante persone interessanti e simpatiche e di cuore, che per me è nonplusultra. Qualcuna l’ho persino incontrata, vis a vis. Ci ho addirittura mangiato una pizza insieme. Oggi, anche senza write or die ho deciso di scrivere a ruota libera, tanto ho disabilitato l’impostazione di invio per mail delle mie elucubrazioni ad una decina di malcapitati, quindi non devo troppo preoccuparmi del tedio procurato: se volete leggere uno che non ha nientedadire è una vostra scelta. Dicevo del blog di Stark che poi avevo scoperto per caso, semplicemente digitando "perché no?" nella finestrella di goooooogle, mentre facevo una ricerca per lavoro e, se non ricordo male, m'imbattei in uno dei più fulminanti post "Barigazzi", quello dei blugins, per chi lo conosce. Forse non era proprio quello, ma fa niente, quello che m'interessa raccontare o riraccontarmi - oh, che questa cosa qui va considerata, cioé che quando hai voglia di raccontare qualcosa a qualcuno, probabilmente prima di tutto te la vuoi riraccontare a te medesimo, perchè ti fa simpatia o affetto o altri sentimenti - era il percorso che mi ha portato ad avere nel blogroll, come dicono quelli bravi, una serie di persone o meglio il link al loro blog. Quindi, da Perché no sono arrivato a Eiochemipensavo e a Spinoza. Frequentando questi siti, ho avuto la fortuna di interagire con un professore romantico, un Consulente di Cazzate Seriali o Consulente Seriale di Cazzate appassionato di acronimi - meglio non rischiare di offenderlo perché è grosso e permaloso, nonostante l'attitudine al cazzeggio e il cuore tenero - e una Fata a mano armata. Ecco, direi che mi posso fermare, perché questo noioso post sta diventando lungo, e anche perché alla fine è da lì in poi che è cominciato l'effetto cascata, con sprizzi di Aperol e amenità varie, che è arrivato a riempire la colonnina destra di questa paginacasa.
Mi fa piacere ricordare che la mia iniziatrice, o meglio, colei che mi ha dato il primo input - e per questo sarà inputata- per partorire questo blog è stata un'altra fata tutta nera, mapperò tanto una brava personcina che, quindi, tanto per riprendere una terminologia filosoficheggiante, ha avuto un ruolo maieutico nei miei confronti. Come dire, è stata come una Socrata per me.
Detto questo, per non aver nientedadire, ho detto già troppo.

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