venerdì 28 ottobre 2011

Nientedadire: fuck halloween

Nientedadire: fuck halloween

fuck halloween

Come ogni anno mi ripeto: halloween mi fa cagare.
Allontanate da me le zucche ornamentali.
Non mandate i vostri figli a farmi dolcetto o scherzetto.
Non mi invitate a qualche festa a tema
Ditemi pure che sono retrogrado perché rifiuto
un'operazione commerciale - proprio io, che ipocrita! - camuffata da tradizione.
Non è una nostra tradizione, è solo, ripeto, un'altra infezione consumistica.
Ce l'abbiamo una tradizione in questo periodo, e non è vestirsi da streghe, scheletri, teste di zucca.
Scavare una zucca, intagliarla e metterci una candela dentro, posso anche sopportarlo come divertissement ornamentale. Ma basta così.
Io mi ricordo solo che, di questi tempi, le mamme mettevano dei lumini di cera davanti alle foto dei cari che se ne erano andati, con un piccolo vasetto di fiori.
Non era glamour, no, ma dava un'atmosfera di sacralità a quell'angolo di casa che, per miei occhi di bambino, era assolutamente magica.
Sì, vabbè, ma i bambini si divertono di più con halloween!
"Continuiamo così, facciamoci del male."
Mi scuserete la citazione un po' semplicistica, mi perdonerete l'assenza di ricerca e documentazione a supporto, ma questo è un blog, non un rotocalco e allora vi accontenterete della lamentela anacoluta, così come viene, se vve va.
Io credo che un bambino cresca bene anche senza l'ossessione di divertirsi sempre, o meglio, credo che un bambino crescesse bene anche quando nel periodo "dei morti" ci si limitava ad "onorare i defunti", con i lumini - moccolotti, a Roma - qualche crisantemo, magari anche una visita al camposanto. Chi ha avuto la ventura di fare un giro nella parte più vecchia del Verano potrà capire quanto quell'atmosfera quieta e fuori dal tempo sia tutt'altro che lugubre, anzi, quanto fascino quelle statue e quelle suggestive scritte sulle lapidi possano esercitare, anche su un bambino. Senza dover per forza immaginarsi che un drappello di zombie ne esca fuori per inscenare una coreografia dinoccolata, per apprezzarlo.
Mi rendo conto che quello che ho scritto sembra la classica filippica antimodernista, a sostegno delle vecchie tradizioni e contro l'innovazione.
Tant'è.
Come ho detto, questo è un blog, infatti, un manoscritto cartaceo, riposto nel più remoto dei tiretti del mio secretaire.
Quando avete finito di leggere, rimettete a posto le ragnatele.

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