venerdì 30 aprile 2010

Esaurimento verboso.



Osservo, quando posso, le volubili volute dell’umore che, serpeggiando come una biscia in acque limacciose, trova spunto e modo di innalzarsi in picchi caffeinici, di tanto in tanto, per ricacciare la testa sotto la superficie quando la carica si esaurisce.
Bellezza mesta, mi dice un cuore amico che questi spazi conosce e riconosce.
Nell’alternanza trovare un equilibrio è un obiettivo sano, che è sano perseguire, in luogo di abbandonarsi, crogiolandosi, nella morbida e morbosa coperta dell’autocommiserazione.
Stanco delle metafore, ho bisogno di impegnarmi per trovare un percorso espressivo differente. Stimoli sufficienti sono sempre presenti e disponibili.
E’ una pratica d’indulgenza il filosofeggiare sugli stati d’animo oppure è una subdola llusione di controllo il giudicarli infantili senza, però, lasciarli andare?

E, soprattutto, come sarebbe questa serie di considerazioni se la spogliassi di tutti gli aggettivi?


Verbosa.

Ooops, I did it again.

mercoledì 28 aprile 2010

Miele e spine.


Il derviscio contiene nel suo cuore tutto il dolore che l’esistenza gli riversa ogni giorno. Come fa? Non può fare altrimenti. Il derviscio è tutto nel cuore. Ma il derviscio sa e sente che egli stesso è contenuto in un cuore più grande, pieno di miele e spine, lame taglienti e petali di rosa, fuoco e ventagli di pavone. Il derviscio è ubriaco della bellezza e accoglie tutto con un sorriso che talvolta non si vede. Non si vede perché il corpo talvolta non riesce a trasformare il dolore come fa il cuore del derviscio. Il cuore del derviscio se la ride sotto i baffi con amabile dolcezza, consapevole dell’immensità dell’amore. Ma il suo corpo cade a pezzi, sotto i colpi dell’eterno alternarsi di luce ed ombra, impossibile da rifiutare, soprattutto per il derviscio, che riconosce e ringrazia l’occasione di imparare una lezione difficile e ripetuta per molte vite. E, dopo, il derviscio ringrazia ancora. Perché ricorda una briciola in più della storia che l’ha portato a quel punto esatto, ricorda una briciola in più della beatitudine da cui si è lasciato allontanare, nel buio dell’assenza del cuore, nel regno della mente calcolatrice. Ricorda che, per quanto se ne senta lontano, in quella natura beata sempre egli alberga. Ricordare e ringraziare sono gli ingredienti della medicina assoluta del derviscio: la riconoscenza. Ricordando riconosce e riconoscendo ringrazia. Questa ruota non si ferma mai.

giovedì 22 aprile 2010

Salaam aleikum brother Guru.



L'ho letto sul giornale stamattina e sono rimasto pietrificato. Aveva un anno meno di me. Ma non è questo che mi ha colpito. Ho solo pensato alle ore ed ore passate ascoltando la sua musica, sentendo il suo spirito saltellare su delle metriche così eleganti, con un vocabolario così ricercato per il rap, e ho avuto una stretta al cuore. Ha segnato la mia stagione di cambiamento più importante, tanto per citare un titolo di una canzone scritta insieme a Ronnie Jordan nei primi anni 90. Poi stasera ho cercato qualche approfondimento e ho trovato il comunicato ufficiale della sua famiglia, diramato dal suo amico Mc Solaar - un altro fratello dal cuore sensibile e dalle rime svolazzanti. Ora sono ancora più triste. Ma ancora più grato per quello che ho ricevuto e ho avuto il piacere di condividere con molti amici. Ho davanti agli occhi l'unico suo concerto cui ho assistito, il tour di Jazzmatazz, parecchi anni fa' al Foro Italico, e come con grande semplicità fosse sceso fino alle transenne sotto al palco per darci la mano, questo piccolo grande uomo. Non ho la lucidità per tessere un panegirico più ricco e completo dei suoi meriti artistici. Voglio ricordarlo con una delle sue canzoni che amo di più. La pace sia con te, Guru. Ya Shakur wa Salaam aleikum.

mercoledì 21 aprile 2010

Il terremoto in Tibet che non vediamo in TV




Om Mani Padme Hum

Mercoledi 21 ore 19.30 meditazione per il Tibet
e aggiornamento sul dopo terremoto e video
e raccolta fondi presso
il centro Osho Kivani via San Genesio 11
tel 06 4460120
www.kivani.com


Cari amici, questa lettera e' per chiedere il vostro aiuto

Avrete saputo del terremoto in Tibet, nella provincia Tibetana del Kham, Qinghai. Ha colpito molto pesantemente la citta' di Yushu e l'area circostante. Yushu e' l'area di origine di Cai-Kun Rimpoche; il 90% di questo luogo e' stato distrutto, raso al suolo. Molte pe rsone sono morte, e sebbene "ufficialmente" si parla di 800 vittime e 10.000 feriri, sappiamo che i morti sono molto di piu', certamente saranno molte migliaia; Yushu "era" una citta' di circa 80.000 abitanti....
Quasi tutti hanno perso la loro casa; anche la casa di Rimpoche' e' crollata ieri.
Molto "fortunatamente" la famiglia di Rimpoche si e' salvata, (un fratello, Giawa, e' ferito) , poiche' si trovava da 3 settimane in un altro villaggio, Ranchen, a 150 Km. circa, per celebrare il rito del Bardo, per la morte della nonna della famiglia, che dura 49 giorni.
La situazione e' estremamente drammatica; mancano l'elettricita' e l'acqua, tutti devono dormire all'aperto, non ci sono tende a sufficenza e durante la notte la temperatura scende sotto lo zero (Yushu e' a piu' di 4.000 metri di altezza).
Rimpoche andra' oggi a Yushu (attualmente si trova a Guanzhou, sud della Cina), con molti dei suoi discepoli ed amici cinesi, per aiutare in tutti i modi possibili.
Noi anche stiamo cercando di aiutare in qualunque modo.
Vi sto chiedendo un'aiuto, dovremmo fare uno sforzo straordinario in questa situazione.
Qualcuno di voi e' stato nella citta' e nell'area di Yushu, con grandissima tristezza vi devo dire che non esistono piu'.
Rimpoche' ha deciso di donare e mettere a disposizione tutte le risorse e risparmi che erano destinati alla costruzione del monastero, per aiutare le persone, per comprare tende, cibo, medicine, ecc.

PER FAVORE MANDA UN AIUTO.

Non possiamo mandare le donazioni direttamente sul conto bancario di Rimpoche', poiche' essendo un Lama Tibetano, e' costantemente controllato dalle autorita' cinesi; ricevere "donazioni" dall'estero puo' essere un grosso problema per lui....


Le donazioni possono essere inviate a:

ARONICA GABRIELE.
BANCA INTESA.
IBAN: IT81 A030 6905 0680 0000 0090 182.
BIC CODE: BCITIT 22487.

martedì 20 aprile 2010

Pochi ma buoni.


Di tanto in tanto, al lato della strada, qualcuno se ne affaccia, da un paio di settimane a questa parte. Ogni volta che avvisto il primo, macchiare di rosso puro il verde morbido dei campi incolti, qualcosa si distende in me. Un sorriso leggero. E aguzzo la vista per scorgerne altri. Aspettando che a sciami accendano i bordi delle strade, i dossi e le vallette, in quel facsimile di campagna che attraverso ogni giorno per andare al lavoro. Sono lì per me eppure non mi appartengono. Né appartengono al padrone del campo su cui spuntano. I miei fiori preferiti, che mai coglierei, ché mi regalano gioia, per quei mesi che sono lì, a farsi ammirare. C'è molto da cogliere in un fiore, senza alcun bisogno di strapparlo.

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