martedì 30 settembre 2008

Li mortacci viventi!



Voglio cominciare ringraziando Sba per aver segnalato sul suo blog NYFT l'opera di Paolo Beneforti. Confessata a me stesso l'ignoranza, sono andato a sbirciare qua e là, cominciando dal flikr photostream che Sba aveva linkato.
Questo signor Beneforti dice di essere un libero professionista senza specificare il campo di azione. Sempre guidato dalla mia ignoranza ho chiesto a Google, che mi portato a visitare il suo sito dove ho trovato molte opere pregevoli come questa. Forse avrei dovuto usare la foto di uno dei suoi manufatti, per aggiungere la mia segnalazione a quella di Sba. Oppure una delle foto della sua musa.
Ma sono rimasto affascinato dalla sua collezione di thumbnail intitolata living dead da cui è tratto l'inquietante ritratto del pontefice. Un po' mi fa sorridere. Però, poi, mi preoccupa molto di più. Scorrendo tutta la raccolta di immagini mi è tornato in mente un vecchio film di Carpenter, il cui titolo suona ancora oggi, soprattutto riferito ai personaggi ritratti, come una inesorabile minaccia: Essi vivono. Purtroppo, aggiungo io.

Se qualcuno ha dei fondati motivi per essere ottimista, si accomodi e butti giù una listina. Lo ricorderò nelle mie preghiere.

venerdì 26 settembre 2008

Voj aiutà l'evoluzzione? So' 18 euri col guanto, more'.



Ok, accettato il fatto che siamo ormai tutti hi-tech-dipendenti (vabbé parlo per me, ma manco più di tanto), dobbiamo riconoscere il valore di quegli imprenditori del secondario che si sforzano di trovare nuove idee per differenziare il loro prodotto, soprattutto quando si tratta di un articolo basic e a basso contenuto innovativo.
Per questo va il mio plauso agli inventori dei Dot Gloves "...pensati per permettere a chi li indossa di utilizzare con comodità qualsiasi touchscreen. L’idea dietro a questi guanti è estremamente semplice: dei pallini di metallo posizionati sui polpastrelli permettono di usare uno smartphone con estrema precisione, e sono inoltre pensati per non rovinare nè graffiare lo schermo."

Vabbè, niente da dire oggi. Così mi sono avvantaggiato con i consigli per gli acquisti, di Natale.
Deformazione professionale.
Bon uichend.

ps. A scanso equivoci, io non possiedo alcuno aggeggio touchscreen, quindi la mia era una segnalazione altruista.
'Nzia mai!

giovedì 25 settembre 2008

La strada per l'inferno, eccetera eccetera.


Se le bugie hanno le gambe corte, i buoni propositi sono nati monchi.
Si dice così, quando non hai le gambe, no? No. Vabbè, se semo capiti.
Comunque, settembre è probabilmente il vero inizio dell'anno, per la società cosiddetta civile.
Tutto comincia o ricomincia. Quindi è un momento ideale per formulare (o riformulare) una quaresima di buoni propositi, generalmente a lunga scadenza. Potremmo chiamarli "buoni propositi UHT", a lunga conservazione. Alcuni sono propositi di stagione (diete, palestre, studio), altri, invece, di più ampio respiro, nascono da un anelito esistenziale (fiuuu! SCE-MO, SCE-MO!). Tornando serio, questi propositi approfittano dell'atmosfera, diciamo primaverile, dell'autunno per risbocciare. (Oh, dovrei parlare per me, anziché proiettare sull'universo mondo le mie debolezze e frustrazioni. Vabbé, da ora in avanti, faccio conto de parla' da solo...) Anzomma, stavo pensando appunto a quanti di questi propositi - quelli di grosso cabotaggio - raggiungono il porto di destinazione. E, mentre in una navata del mio cervello echeggiava il detto che ho scelto come titolo - a proposito, io erronamente pensavo fosse uno dei proverbi infernali di W. Blake, invece lui diceva "La via dell'eccesso porta al palazzo della saggezza" - dall'altra parte del vacuo contenitore pulsava come una lampadina rossa, un allarme silenzioso ma visibile, una risposta. Qual'era la domanda? Appunto.
Resettiamo: io stavo soppesando la rilevanza di questa affermazione " la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni" quando ho sentito rimbalzare nella mia testa una domanda provocatoria, formulata da una bionda voluttuosa di mia conoscenza "What's your excuse?".
Qual'è la tua scusa, appunto, per non essere al 100% quello che vuoi essere?
E non sto parlando di diventare miliardario, playboy, superstar, capocannoniere, velina o altro.
Quella è un sfumatura. Quello che intendo è essere integro, essere uno, essere completamente nel momento.
Presente, in una parola sola.
Be' io la risposta non l'ho trovata veramente.
O forse la so, e faccio finta di niente.
Vabbé, ci penserò il prossimo settembre.

mercoledì 24 settembre 2008

Niente da dire, oggi. Ho perso la lingua.

non è che abbia niente da dire. l'ho già detto, oggi. e certe volte repetita non juventus - vero sba?
quindi se per caso, o per semplice affezione o simpatia, voleste perdere ancora un po' di tempo con me, senza entrare troppo nel personale, sempre ciberneticamente parlando, vi rimando altrove.
no, non a quel paese, anche se ho dovuto cambiare lingua.
la mia l'ho persa questo weekend.

qluanuco h'al sitva?

http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendID=253225983&blogID=435623162

martedì 16 settembre 2008

Cose da fare in macchina quando sei in fila.

Provate ad indovinare come mi è venuto in mente il topic di questo post (o il tema del giorno, per gli italianisti). No, non era il film di Andy Garcia ambientato a Denver.
Tralasciando i ritriti commenti di rito, anzi di stagione, che farebbero impallidire i necrologi per D.F. Wallace e R. Wright, che peraltro non ho postato , mi interessa molto di più compilare una lista.
Le liste possono essere uno strumento utilissimo per cercare idee e soluzioni, anzi sono proprio una delle attività più proficue da praticare appunto nell'occasione di cui sopra. Il mio amico Angelo, nel suo blog http://www.inmancanzadimeglio.splinder.com, cita addirittura un sito in cui ti assistono in questa titanica impresa: http://www.rememberthemilk.com.
Orsù, vengo a compilare la mia lista, provvisoria e sicuramente ampliabbole. Anzio, vi chiedo, a voi che mi degnate di uno sguardo, di aggiungere i vostri items (volevo recuperare con un tocco di internazionalità, ndr) direttamente qui (banale quanto subdolo tentativo di accrescere il traffico sul sito; manco me pagassero)

http://vix-nientedadire.blogspot.com/

ASCOLTARE
musica o voci, alla radio, da un CD o ancora da una musicassetta (sic) oppure da un lettore mp3. I più fighi e impegnati virano sull'audiolibro, i più scaciati - come io ! anaka! - preferiscono i livorosi commenti calcistici. Gli illuminati ascoltano il fruscio dei pensieri che, come uno stormo di gabbiani, si spostano dai rami su cui hanno passato la notte (minchia!)
RIORDINARE
il cruscotto, i molteplici vani portaoggetti di cui i nostri moderni (parla pe' tte) automezzi sono pleonasticamente disseminati. I più assennati e responsabili riordinano le idee e i programmi della giornata, magari compilando una lista di cose da fare. I più estatici, riordinano le caccole nel naso.
TRUCCARSI
dovrebbe valere solo per le donne, ma de 'sti tempi non vorrei passare per razzista/retrogrado/integralista. Anzi ci ho anche una mezza idea per un brevetto - la specchiera di cortesia multiilluminata con necessaire incorporato - ma ora che l'ho detta, sicuramente qualcuno me la frega (pessimismo&fastidio)
RADERSI
dovrebbe valere solo per gli uomini, ma come sopra...Inoltre dovrebbe essere un'operazione effettuata esclusivamente con il rasoio elettrico, però non mi stupirei se vedessi un gentiluomo rovesciare il bacile di acqua schiumata dal finestrino, magari citando l'incipit di Ulisse . Oppure una giovane rampolla rampante farsi il contropelo allo stinco con il bilama, appoggiando la caviglia sul cruscotto, lato passeggero, spero.
MANGIARE E BERE
siamo uomini (e donne) o modelle di Calvin Klein? Certo che si può fare. Magari con un pizzico di discernimento: un conto è un morso a una mela, a un panino, a un cornetto, altro conto è la fondu bourguignonne. Con la salsiera girevole, per giunta. Il più proibito, nonostante l'apparenza innocente, dovrebbe essere l'uovo crudo, il mangia&bevi per eccellenza. Ha addrizzato più guardrail che membri flosci. Lo stesso dicasi per la Coca Cola da 2 litri bevuta a canna fino alla scolatura. Semplicemente, l'angolo visuale è troppo concentrato sulla tappezzeria del tettuccio per apprezzare le sfumature dei semafori.
FUMARE
be' , persino pleonastico aggiungere questa performance alla lista. Sempre che siate fumatori. Nel caso contrario è altamente sconsigliabile, a causa degli inconsulti attacchi di tosse che inficerebbero di molto la sicurezza stradale. Non facciamo, in questo post, alcun riferimento all'utilizzo di altre sostanze psicotrope o psicagoghe, quali cannabis indica, hashish, oppio e derivati, salvia divinorum, humito, e quant'altro, per una serie di buoni motivi: 1) perché non ne conosciamo l'esistenza, 2) perché non ne abbiamo sperimentato l'effetto, 3) perché non ci interessa. Sì, Lucignolo, ora te la passo...
LAVORARE
--------eppure c'è chi lo fa. Incosciente! La vita è così breve.
ESPLETARE FUNZIONI FISIOLOGICHE
ricordo ancora con commossa ammirazione l'intervento di un comico - del quale peraltro non ricordo il nome - che rimproverava al Creatore di non averci fornito la possibilità di mingere dall'indice sinistro. Visualizzate la scena: ore 7,40 a.m., giornata fredda umida di novembre, fila chilometrica sulla Colombo, direzione Roma, un guardrail sulla vostra sinistra, un pulmann sulla vostra destra, centinaia di metri lineari di lamiera che vi intrappolano, una vescica piena. Ci sono gli estremi per il suicidio (scusa D.F.W.). Se sei un uomo potresti ricorrere alla bottiglia del Gatorade, come suggerito da uno spot per la Mini. Ma se sei una donna, che cazzo fai? Respiri, respiri, respiri, imprechi, respiri, respiri, respiri, ti lamenti, RESPIRI, RESPIRI, RESPIRI, CI SIAMO QUASI, ECCO LA TESTA, SPINGASPINGASPINGA...no, scusate è una tortura. Sarebbe ora di trovare una soluzione pratica. Per la funzione solida, provare con un tappo di damigiana; per quella fluida - per così dire - c'è l'Imodium.
EMETTERE FLATULENZE
be' questa non è un'attività limitata a quando sei in fila, è qualcosa che può essere fatta prima dell'ingorgo ed anche dopo, quando il traffico scorre già meglio.
Sempre che siate soli o in a suitable company: un buon deodorante, per esempio.
DIRE, FARE, BACIARE, LETTERA.
anche in un ordine diverso da quello riportato, queste azioni sono possibli. Ho omesso TESTAMENTO, solo per non rattristare ulteriormente questo post, ma sono sicuro che molti ci hanno pensato. Mi fermo qui per non diventare macabro.
SESSO
questo merita un capitolo a parte, per cui non mi dilungherò: fate attenzione ai possibili spettatori, se non volete diventare soggetto di qualche film. O finire in un trafiletto di nera.

continua. Spero, con il vostro contributo.

lunedì 15 settembre 2008

Hai programmi per il prossimo fine settimana?




Inizio la settimana con un invito/suggerimento su come finirla in bellezza: vieni a trovarci.
E' un'incontro di amici: non un seminario, o un workshop, o un retreat o gruppo di terapia o di pratica religiosa.
E' un'occasione per rinfrescarsi - come dice Zahira, che viene da un posto "fresco" come la Nuova Zelanda, proprio per "spolverare un po' i mobili" con i suoi amici.
Il punto non è la danza - che pure è presente, come il respiro d'altronde: come si vivrebbe senza? - né le altre tecniche di meditazione che si possono provare.
Il punto è la presenza nel momento.
Si ride, come raccontavo all'amico Sba, che è un umorista cuneese - quindi una quintessenza - ma si può anche piangere: non si offende nessuno:-).
Si festeggia, soprattutto. Cosa? E' più facile trovare motivi buoni che viceversa, nonostante le notizie che vengono dal pianeta.
Non esistono cattive notizie, ho sentito ieri sera dire dall'ineffabile maestro Oogway - la tartaruga anziana di Kung Fu Panda.
Se lo dice lui.
Vieni, quindi, come dice Rumi -uno dei più ispirati maestri Sufi - anche se hai calpestato i tuoi propositi cento volte.
Chi vuoi che se ne accorga se li calpesti una volta in più?

giovedì 11 settembre 2008

Quella del monopolio è una legge dura.


"Le case chiuse legittimerebbero la prostituzione, il nostro ddl è invece punitivo. Non la regolamenta, ma la contrasta duramente"
Queste parole racchiudono il senso generale dell'intervento dell'ineffabile Ministra delle Pari Opportunità.
Mo', io non vojo fini' in galera, né beccame quarche vagonata de querele.
Quindi faccio appello semplicemente alla coerenza. Chiedo tanto?
Se il dicastero che la Signora presiede, evidentemente grazie alla sua indiscussa esperienza, si chiama delle Pari Opportunità, perché mai la suddetta Ministra si accanisce contro le sventurate che - costrette ad esercitare soprattutto all'addiaccio quell'esperienza - vorrebbero almeno ridurre la percentuale di rischio che la professione impone loro?
Altro che pari opportunità, a me pare invece l'applicazione di un disegno industriale, assolutamente omogeneo all'essenza del governo. E che si possa riassumerla abbastanza sinteticamente così: meno semo - nei posti che contano - e mejo stamo. Monopolio, in termini più tecnici. Oligopolio, a voler essere proprio generosi.
Così, oltre al suffisso - olio - c'è anche il prefisso - oli.
Tutto questo profluvio di lubrificanti, non vi fa sospettare qualcosa di duro?
Putroppo la solidarietà, in Italia, significa troppo spesso dare le sole.

mercoledì 10 settembre 2008

So far so good.

Sono le 18 e tutto va bene! Sono le 18 e tutto va bene!

Insomma, anche no, però ci siamo ancora.
Quel bosone di Higgs non è riuscito ancora a farci risucchiare ner bu'o nero della su' ma'.
E nemmeno è cominciato il giudizio universale, nonostante sia l'ora giusta
( ricordate De Sica ? "Alle 18 comincia il giudizio universale, alle 18 comincia...")
Per cui, io vado festeggiare, ché dopo tutto sta vitaccia non mi fa proprio schifo.
Come dice un'amica mia, who loves to flirt with disaster:

"Nothing to lose, nothing to find.

So far, so good.

This too, will pass."


Mettece 'na pezza.

Al buco nero, intendo.

martedì 9 settembre 2008

Una botta de vita.


C'era una volta la crisi mistica. Oppure, veh, come si diceva? La chiamata, la vocazione. E la giuovane o il giuovane, correvano a ritirarsi in convento. Ora, rispettando tutte le scelte religiose, personalmente rispetto anche la mia di non apprezzarne alcune. Avendo avuto la ventura di ricevere un'educazione decisamente cattolica da delle giuovani (e meno giuovani, ma erano di più quelle giuovani) donne vestite di nero, chiamate Suore Stimmatine, posso confermare che hanno avuto un grande merito nello stimolare la mia idiosincrasia per le Religioni Organizzate e le loro "pratiche". E per quella della clausura, dell'eremitaggio, sono arrivato a sviluppare un certo giudizio, "diciamo" non completamente positivo. Ma trattandosi di un mix di miei pregiudizi e presunzioni, mi limito ad affermare che preferisco un rapporto più naturale con il divino, meno incanalato in labirinti di regole che sembrano talvolta contraddire l'ordine supremo espresso nella creazione, almeno per come appare ai miei modesti occhi di animale. Il voto di celibato è, by the way, una disciplina che richiede, a parer mio, un grado di maturità superiore a quello che può avere un/un’adolescente. Una maturità acquisita attraverso l’esperienza dell’atto che vai, consapevolmente, a sottrarre dal tuo bouquet funzionale di essere umano. Non una repressione ab ovo di una pulsione che è l’essenza stessa della vita su questa tera (co’ una ere). Non può esserci vera comprensione (intesa come capacità di contentere in sé) senza esperienza. Come non si impara a fare l’amore leggendo i manuali, non si può imparare a rinunciarci semplicemente per imposizione esterna. E, secondo me, senza un sostegno psicologico/medico/ spirituale adeguato, senza training indirizzati alla corretta canalizzazione delle roboanti energie vitali del primero chakhra, si rischia di forgiare dei mostri – a cominciare dai brufoli formato Etna per finire alle cause miliardarie per la pedofilia ecclesiastica americana. Fra l’altro, volendo proprio fare il causidico, rinunciare a qualcosa che non conosci non è poi tutto questo gran merito.

Tutto questo per dire che Suor Letizia*, qui sopra, ha fatto bene a ripensarci finché la natura è ancora dalla sua. Anche se con l’aiuto di un po’ silicone.

E’ sempre polvere. Farà sempre in tempo a ritornare tale.

* http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/letizia-set/1.html

venerdì 5 settembre 2008

giovedì 4 settembre 2008

La scienza applicata. Alla minchiata.

Oggi sul blog di Dave Trott, un sagace copywriter d'oltre Manica, ho letto un bellissimo post in cui egli spiegava in maniera lineare ma interessante la differenza fra l'arte pura e l'arte applicata. In so doing, direbbero quelli bravi che hanno fatte le scole alte, portava come esempio anche la differenza fra la matematica pura e quella applicata. Io non ripeto qui la sua esauriente disquisizione, allego il link alla pagina.

http://cstadvertising.com/blog/2008/09/01/pure-art-v-applied-art/

M'ha divertito invece trovare un altro esempio, riferito alla scienza applicata, spigolando sulla rete, inseguendo una mezza notizia ascoltata per radio stamattina: un gruppo di scienziati britannici ha sviluppato un'equazione per dimostrare la veridicità di una legge del menga, la famigerata legge di Murphy.
Non ci credete? Tiè.

http://www.ecplanet.com/canale/varie-5/curiosita-56/1/0/19195/it/ecplanet.rxdf

Mo' finchè la spreco io un po' di intelligenza pe' scrive ste cazzate che scrivo, vabbè, poco male. So poco più che un autodidatta.
Ma la gente che hanno fatto le scole alte, che i genitori hanno fatto i sacrifici pe' mannalli a Osfors e Ken Brigge e simili, non possono sprecare la scienza così, quando potrebbono salvare il mondo.
E' proprio vero che chi cià'r pane, n'cia i denti.
E chi cià i denti, come me, rosica.

Non è che sto a diventa' daa Lazzio?

mercoledì 3 settembre 2008

Ceci n'est pas un coucher de soleil.



Questo non è un tramonto. Anfatti è un'alba, un po' rossa. Ma non è la Parietti. Anzi è più giusto dire che è un'aurora. Ma non è una penna stilografica. E' un'aurora dalle dita rosa o, come dicono i greci, Rododactulos Eos. Ma non è stata scattata con una Canon. Insomma è il sole che sorgeva alle 6.40 del 27 agosto dal mar Tirreno. E a me, personalmente, m'ha emozionato esserci e vedere quanto velocemente si muove sto pianeta che ciabbiamo sotto i piedi. Ciabbiamo, voce del verbo ciabbiare.

martedì 2 settembre 2008

Biderosa. E' un'oasi, non un pezzo di cesso.


Il cartello, rigorosamente ligneo, sulla serpeggiante Strada Statale (ma che bell'allitterazione) 125 - meglio conosciuta come Orientale Sarda, recita Cantiere Forestale di Biderosa.
La promessa è un'oasi naturale, alacremente protetta e accudita dal predetto ente, di 1086 ettari (mica cazzi).
L'accesso è limitato, dietro prenotazione telefonica, ad un numero chiuso di persone (fino al ventinnovve siammo pienni).
L'esperienza è trascorrere delle ore su una delle sue minuscole spiagge -denominate e numerate oasi 1, 2, 3, 4 e 5 - dopo aver lasciato l'auto al parcheggio e essere saliti su un vanette (scalcinato il giusto, non un jeeppone machista) e attraversata la predetta, incantevole aerea boschiva e lacustre che va dal parcheggio al mare.
Il prezzo per una famigliola (papà, mamma, figliolo) che voglia concedersi una cotale giornata di relax, circonfusa nella natura più selvaggia e incontaminata della Sardegna, è di solo 40 euri...
Be' bella è bella, la riserva, il bosco, i due laghetti. Anche le spiaggette di cui vedete un dettaglio, alle spalle del mio pargolo. Solo, si erano dimenticati di dirci che dal vicino centro turistico di Cala Ginepro la gente ci arriva a piedi, guadando un piccolo rio con l'acqua che ti arriva alla coscia. Quindi abbandoniamo l'idea del numero chiuso.
Mo' io sono d'accordo a sostenere la salvaguardia dell'ambiente, soprattutto di uno MERAVIGLIOSO come quello della Sardegna, che adoro, però, come si dice a Oxford (dove, come tutti sanno, ho tenuto recentemente una serie di lectures sulle buone maniere e modo di esprimerle) mica piscio da'e ginocchia. Me fai pagà 40 euri pe' guardà quanta gente - e era tanta - se li risparmia pe' annacce a magna na pizza.
Inzomma, non voglio essere un disfattista, il posto era bello, comunque e poi questa democratica accessibilità mi ha dato modo di godere di un simpatico sketch, che altrimenti non avrebbe avuto modo di avvenire.
Proprio dietro di noi, nell'oasi numero 2, si era sistemata un'altra famigliola - papà, mamma e figliola. Io di sottecchi miro il papà, dicendomi, fra me e me "Io questo lo conosco, questo qua, deve'essere uno dell'azienda xxxx per cui lavoriamo, sì sì, per forza, per forza, ma come si chiama, e sopratutto che fa?"
Dopo che per qualche ora questo interrogativo si affacciava sporadicamente a lambiccarmi il lobo frontale, ecco che si verifica l'aneddoto.
Il nostro personaggio si alza (ho poi pensato, certo che è un bel po' alto...) e si dirige verso un invisibile punto di ristoro. Invisibile è un dettaglio importante per due motivi: primo, siamo in un'oasi naturalistica, che cazzo, mica ce po' sta er chiosco co' la musica a palla p'opo su a spiaggia; secondo, questo particolare, l'invisibilità, porta il nostro eroe che ancora non nomino - perché ancora non sapevo il nome - a desumerne l'esistenza dall'apparizione di un paio di lattine nelle mani di alcuni passanti (gratis).
A questo punto il nostro torreggiante e slanciato cavaliere (iconograficamente, una specie di Don Quixote), gentilmente si rivolge al passante chiedendogli indicazioni per raggiungere il sancta sanctorum dell'oasi, l'abbeveratoio. Al che, l'acuto viandante, accompagnato da un amico, esclama: "Ma lei non è..."
E lì mi sono dato una pacca sul frontino, pistola mi sono detto, ecco chi era, per questo mi sembrava di conoscerlo, grazie al cazzo e altre amenità.
Intanto il viandante presentava il Don Quixote all'amico e i tre si scambiavano cordiali strette di mano.
Stavo per archiviare questa piccola epifania di poco conto, quando mi è capitato di ascoltare i commenti dei due viandanti che passavano ora vicino al mio telo da mare.
"Minchia Giangranco che figgura: ti presento Willer Bordon e tu ci dicci "Ah, Bordon, il portierre! Complimenti! Eeia!!"
Vabe', io m'accontenterò di poco, ma questa per me è valsa il prezzo del biglietto.
Comunque, concludendo questo post di rientro, volevo di che sì, insomma, questa oasi di Biderosa non è un pezzo di cesso.
Ma di fica a mollo ce n'era parecchia.
Nooo, per dire, per dire. Questa mi scappava proprio, Sba, non potevo resitere. Spero che tu, almeno, mi capirai e non mi darai del porco maschilista.

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